Le Mete

OGNI PERCORSO
È UNICO

In questa pagina raccolgo alcune esperienze raccontate nel rispetto della privacy, per mostrare come il lavoro relazionale prende forma nel tempo.

Metenon è solo un punto di arrivo, ma un modo per raccontare il percorso: ciò che accade nello spazio della relazione e come questo si riflette nella quotidianità.

Il mio logo nasce dal segno. La “MAR” di Marotta cambia ogni volta, perché viene ridisegnata dalle persone che partecipano ai percorsi.

È un modo per ricordare che ogni esperienza lascia una traccia unica, irripetibile, che parla della relazione costruita insieme.


PAOLO C.

logo disegnato da Paolo C. 2025

RITROVARE SPAZIO NEL GRUPPO

Quando Paolo ha iniziato il percorso, faticava a trovare uno spazio sereno nel gruppo e nelle relazioni con gli altri bambini.

Attraverso il gioco, il movimento e la relazione, il lavoro si è concentrato sull’esplorazione del corpo, sul contatto e sulla costruzione graduale di fiducia nello spazio condiviso.

Nel tempo sono emerse nuove modalità di stare con gli altri e di esprimere bisogni ed emozioni.

mamma di Paolo C.


CENTRO DIURNO PER ANZIANI FRAGILI

MUSICA COME NARRAZIONE E RICORDO

Il centro diurno è uno spazio stabile, un luogo con tempi e modalità in cui gli anziani fragili possono di giorno in giorno abituarsi alla routine.

L’attività di musicoterapia si è inserita nel percorso del centro iniziando a sussurrare per poi diffondersi favorendo modalità comunicative inattese e sorprendenti, gioiose ed emozionanti non solo per i nostri ospiti ma anche per noi operatori.

Le persone anziane sorprendono sempre perché hanno tanta storia alle loro spalle, la musica è una modalità congeniale per fargliela raccontare. Anche chi ha dimenticato le parole spesso sa utilizzare i testi delle canzoni e la melodia per esplorare il proprio passato.

M.B. educatrice del centro diurno


SAMUELE B.

logo disegnato da Samuele B. 2026

COME ELABORARE UN PERIODO DIFFICILE

Ho iscritto Samuele a psicomotricità perché conosco i suoi benefici. Mio figlio aveva bisogno di elaborare un periodo molto difficile l'inizio dell'asilo, l'arrivo di un fratellino, il distacco con la mamma, le prime relazioni con coetanei e adulti e la comparsa di emozioni forti come la rabbia, la gelosia, la paura ecc.

Grazie a Marta che ha seguito noi come famiglia e S. con ascolto, accoglienza, senza mai giudicare anzi ci ha aiutati a capire qual era il nostro modo di comunicare le emozioni , come potevamo aiutare S. ad esprimerle anche a casa con giochi, storie illustrate ecc ... Piano piano S. ha trovato fiducia in se stesso se prima stava solo e soltanto vicino all'adulto adesso è lui a coinvolgere gli altri bambini nel gioco e ad aiutarli. Ha imparato e ha trovato il coraggio di abbracciare le sue paure e di superarle dimostrando buona volontà. La palestra di Marta è rimasta nel cuore di S. come un posto sicuro dove esser se stesso conoscersi e conoscere l'altro attraverso il gioco e il movimento. Ha imparato che gli altri non sono uguali a lui che non esiste solo lui, ma che si può stare comunque tutti insieme se c'è ascolto e rispetto di cose e persone e che se non c'è è giusto dirlo e a volte anche allontanarsi perché "io" sono il primo che deve proteggersi e amarsi.

Io sono dell'idea che la psicomotricità faccia bene ad ogni età ma soprattutto fa bene ai piú piccoli perchè li aiuta e aiuta i genitori a mettere i primi mattoncini del loro io interiore che poi sarà l'adulto di un domani migliore.

mamma di S. B.


CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA’

logo disegnato da Li. 2026

logo disegnato da Lo. 2026

UN VIAGGIO INTERIORE

Il percorso di psicomotricità svolto in questi anni presso il centro diurno G. è stato un viaggio interiore tra i più interessanti che una persona possa avere l'opportunità di sperimentare. Un percorso vario ed emozionante che porta molto in profondità dentro di sé e in relazione con gli altri in uno spazio sicuro dove si possono esprimere i propri vissuti senza timore e dove tutto può prendere le forme più inaspettate da elaborare in modo funzionale sotto attenta e delicata supervisione.

Li. ha trovato lo spazio per poter vincere e perdere tutte le sue battaglie interiori maneggiando le armi più pericolose senza paura, imparando a modulare l'aggressività facendola scorrere attraverso canali dagli argini definiti che hanno trasportato il messaggio a chi si è posto in relazione con lei, accogliendola e facendole capire che non avrebbe distrutto nulla e i buoni sentimenti restano intatti anche attraverso il conflitto.

Lo. E' riuscito a rappresentarsi, a trovare il suo posto in relazione con gli altri; inizialmente per lui era molto difficile trovarsi e identificarsi in un ruolo che poi ha scoperto essere il ruolo importante di prendersi cura e proteggere gli altri proprio come un “papà” come lo ha denominato il suo caro amico N. o come un cavaliere dal mantello di oro massiccio.

N. Ha imparato ad esprimere il suo bisogno di accudimento da parte della mamma come fosse ancora un bimbo molto piccolo e a non scappare di fronte alla costruzione di una relazione sicura. Ha esplorato la relazione di cura sia impersonificando il genitore che il bimbo piccolo.

A. Ha imparato a “stare”, è riuscita a passare dal movimento e dalla continua costruzione di oggetti materiali al vivere la relazione con gli altri stabilendo un contatto visivo e corporeo costante e di reciprocità.

Attraverso il gioco e l'uso di materiali di diversa natura che ai nostri occhi si trasformano nelle cose più speciali che possiamo immaginare, ci si conosce e si cresce in uno spazio sicuro che ci permette di sentire tutto il calore necessario a superare ogni vissuto di solitudine o inadeguatezza e “rinascere”.

Dott.ssa F.D.


SCUOLA DELL’INFANZIA

logo disegnato dagli alunni di una scuola dell’infanzia 2026

COOPERAZIONE COME OPPORTUNITA’

Il progetto, che è stato proposto per il secondo anno consecutivo all'intero gruppo scuola, si è confermato positivo sia in termini di svolgimento che di esiti. I bambini hanno infatti avuto modo di sviluppare e consolidare abilità motorie sia individualmente che in gruppo sperimentando la cooperazione come necessità, ma anche come importante opportunità, nonché di esprimere le loro emozioni attraverso il movimento.

La struttura e la creatività delle attività hanno reso l'esperienza significativa in termini formativi. La dr.ssa Marotta, alla conclusione del progetto, ha inoltre fornito alle insegnanti, ma anche ai genitori interessati, un riscontro significativo per quel che concerne l'esito del progetto stesso, ricordando l'importanza dell'educazione integrale della persona e il ruolo della varie agenzie educative nella suddetta educazione nell'ottica di uno sviluppo armonico.

Educatrici e insegnanti della scuola dell’infanzia


Ogni percorso ha tempi e modalità proprie.
Se desideri confrontarti su una situazione specifica, possiamo parlarne.