I Percorsi
PERCORSI DI MUSICOTERAPIA E PSICOMOTRICITÀ RELAZIONALE
Quando un bambino o un adolescente attraversa una difficoltà, può essere complesso capire quale tipo di sostegno sia più adatto.
Lavoro con bambini, adolescenti e adulti, collaborando con famiglie, scuole e strutture educative o socio-sanitarie per costruire percorsi personalizzati e coerenti con il contesto di vita.
Ogni intervento nasce da un primo colloquio conoscitivo e da una definizione condivisa degli obiettivi.
A CHI SONO RIVOLTI I PERCORSI
I percorsi possono coinvolgere persone in diverse fasi della vita e in contesti differenti.
Accanto al lavoro con bambini e famiglie (nelle fasce 0-3 percorsi genitore-bambino, 3-6, 6-10 anni), l’intervento può riguardare adolescenti (nelle fasce 11-13, 13-18 anni) che attraversano momenti di disagio, difficoltà emotiva o relazionale, persone con diversabilità o neurodivergenze e adulti che vivono situazioni di fragilità.
La musicoterapia e la psicomotricità relazionale trovano inoltre applicazione nei contesti dedicati all’età avanzata, dove il lavoro sul suono, sul movimento e sulla relazione può sostenere la memoria emotiva, la narrazione di sè e la comunicazione anche nelle situazioni di patologie neurodegenerative.
Ogni percorso viene costruito a partire dal contesto di vita della persona e in dialogo con le figure educative o sanitarie coinvolte.
FRAGILITÀ ADULTE, DIVERSABILITÀ E NEURODIVERGENZE
In alcune situazioni la parola non è il canale principale attraverso cui una persona riesce a comunicare.
Il lavoro attraverso il corpo, il ritmo, il suono e il movimento permette di creare uno spazio relazionale in cui l’espressione può emergere in modo diverso.
Questi percorsi possono essere attivati in collaborazione con famiglie, comunità educative, centri diurni e servizi socio-sanitari.
ETÀ AVANZATA
E DEMENZE
Nell’età avanzata, e in particolare nei percorsi legati alla perdita della memoria, la musica e il movimento possono diventare strumenti preziosi per mantenere attivo il contatto con l’esperienza emotiva e relazionale.
Il lavoro non si concentra sulle capacità che vengono meno, ma sulle possibilità espressive che restano vive nel corpo, nel ritmo e nella memoria sensoriale.
Gli interventi possono essere realizzati in collaborazione con strutture residenziali, centri diurni e servizi dedicati alla terza età.
PERCORSI DI MUSICOTERAPIA
quando il suono diventa relazione
La musicoterapia utilizza suono, musica e voce come strumenti di espressione e comunicazione.
La relazione terapeutica tra musicoterapista e utente avviene attraverso il canale non-verbale e l’uso del canale corporeo-sonoro-musicale (con strumenti musicali, produzione sonora vocale, movimento) in un rapporto di fiducia e rispetto, accettazione e accoglienza dell'altro, premesse per l'ascolto empatico.
La musicoterapia non si pone alcun obiettivo rispetto all’acquisizione di competenze musicali specifiche, né ricerca risultati validi rispetto a canoni estetici universalmente riconosciuti; differisce dall’intrattenimento, dall’animazione e dalla didattica musicale per il suo uso conscio da parte del terapista e per le finalità multidisciplinari e olistiche.
Nella musicoterapia attiva, attraverso attività motorio-grafiche-musicali, sincronizzazione ritmica e sintonizzazione, l’improvvisazione sonora e l’ascolto reciproco, si crea uno spazio in cui l’individuo può:
esprimere e riconoscere emozioni
sperimentare nuove modalità comunicative e creatività
lavorare sulla regolazione e sulla relazione
rafforzare l’identità individuale e di gruppo
Le sedute possono essere individuali o di gruppo, in studio o in contesti socio-educativi.
PSICOMOTRICITÀ RELAZIONALE
il corpo come spazio di espressione
La psicomotricità relazionale è un’attività di gioco libero, non verbale e non direttiva, che permette di esprimersi in modo creativo e di stabilire relazioni attraverso il contatto e il movimento.
Il conduttore, oltre ad offrire stimoli, partecipa attivamente al gioco interagendo, facilitando le dinamiche. Il ruolo dello psicomotricista non è direttivo, questa strategia è finalizzata all’acquisizione spontanea delle regole sociali, alla presa di coscienza del proprio corpo, delle sue potenzialità energetiche e di movimento senza troppi divieti.
Attraverso il corpo, il movimento e il gioco si offre uno spazio protetto in cui esplorare emozioni, relazione e fiducia.
I materiali necessari alla psicomotricità relazionale sono suddivisibili in 5 categorie fondamentali: oggetti morbidi (come teli e cuscini), palle, corde, cerchi, bastoni (tubi di gommapiuma). si aggiungono poi materiali da costruzione (cubi di gommapiuma, materassi) e tunnel. La variabilità di tali oggetti per dimensione, colore, consistenza, è determinante rispetto al loro significato simbolico.
L’esperienza viene seguita dalla realizzazione di un disegno, come traccia rivelatrice del vissuto e da una verbalizzazione per gli adulti.
Tali esperienze ripetute concorrono allo sviluppo di un’immagine unitaria di sé, dell’autostima, dell’autonomia, della creatività.
Il lavoro psicomotorio è esperibile in tutte le età della vita, anche se particolarmente indicato in età evolutiva e adolescenza e può sostenere:
la consapevolezza corporea
la regolazione emotiva e l’espressione di sé
la costruzione di relazioni più sicure e l’integrazione nel gruppo
Il percorso viene periodicamente condiviso con la famiglia per mantenere coerenza tra seduta e quotidianità.
PERCORSI INTEGRATI E LAVORO IN RETE
interventi condivisi tra famiglia, scuola e professionisti
Quando un bambino, un adolescente o una persona con fragilità vive una difficoltà, il percorso non riguarda solo lo spazio della seduta.
Per questo lavoro in collaborazione con genitori, insegnanti, educatori e operatori, costruendo un intervento condiviso e coerente con il contesto di vita.
Il confronto periodico permette di:
definire obiettivi chiari
monitorare l’andamento del percorso
mantenere continuità tra casa, scuola e istituzioni
Per le scuole e le strutture è possibile attivare interventi individuali o di gruppo, con momenti di restituzione, coordinamento e coinvolgimento pratico nell’esperienza.
L’obiettivo è offrire un sostegno integrato, realmente sostenibile nel tempo.
Inoltre è possibile strutturare dei percorsi per educatori, terapisti, caregivers, parenti che hanno a che fare con situazioni di disagio, patologie, diversabilità.
COME FUNZIONA IL PERCORSO
Il percorso inizia con un colloquio conoscitivo, necessario per comprendere la situazione e valutare insieme la proposta più adatta.
Successivamente vengono definiti gli obiettivi e la modalità di intervento.
Nel tempo il lavoro viene monitorato e, quando opportuno, sono previsti momenti di confronto con genitori, insegnanti o operatori coinvolti.
Le attività si svolgono tra le province di Venezia e Padova.
MODALITÀ E COSTI
I percorsi vengono definiti in base alla situazione e al contesto in cui si svolgono.
Non si tratta di interventi standardizzati, ma di proposte costruite a partire dai bisogni della persona, in dialogo con la famiglia o con l’ente di riferimento.
Colloquio conoscitivo e restituzioni
Il primo incontro ha una durata di circa 60 minuti e ha l’obiettivo di comprendere la situazione e valutare la proposta più adatta.
I Percorsi
I percorsi individuali o di gruppo vengono costruiti in base all’età dei partecipanti e al contesto in cui si svolgono, mantenendo sempre un piccolo gruppo e un numero di incontri minimo per permettere il corretto svolgimento dell’attività.
La durata degli incontri non è standardizzata:
può variare in relazione alla tipologia di gruppo, agli obiettivi del percorso e al contesto (educativo, terapeutico o comunitario).
Con bambini e adolescenti gli incontri hanno generalmente una durata più contenuta, mentre nei gruppi di adulti e anziani possono prevedere tempi più estesi, in funzione del lavoro proposto.
Le modalità vengono definite nella fase iniziale, in accordo con la famiglia o con l’ente di riferimento.
Indicazione orientativa
Per avere un riferimento indicativo, un percorso con frequenza settimanale corrisponde a un impegno mensile variabile, che viene definito in base alla modalità di intervento.
La durata complessiva del percorso non è prestabilita in modo rigido, ma viene monitorata nel tempo.
Scuole, comunità e strutture
Le collaborazioni con scuole, comunità educative e strutture socio-sanitarie vengono definite attraverso un progetto condiviso.
Modalità, durata e costi vengono concordati in base al contesto, agli obiettivi e al numero di partecipanti.
Ogni percorso ha tempi e modalità proprie.
Se desideri confrontarti su una situazione specifica, possiamo parlarne.

